SU ECONOMIA RAVENNATE GRAVA CARO BOLLETTE E GUERRA IN UCRAINA

 
06-04-2022
SU ECONOMIA RAVENNATE GRAVA CARO BOLLETTE E GUERRA IN UCRAINA
In un recente intervento sulla stampa locale, il Presidente provinciale Confcommercio Mauro Mambelli ha sottolineato che “il ritrovato slancio dell'imprenditoria che nel 2021 ha fatto registrare la nascita di 1.857 attività in provincia di Ravenna (+14% rispetto all'anno prima), con un saldo positivo annuo di 102 unità, potrebbe nuovamente essere frenato dai prezzi della bolletta energetica e dalla guerra in Ucraina”.
 
Per Mambelli “se i dati di fine anno dell'Osservatorio economico della Camera di Commercio di Ravenna lasciavano presagire, se non un pieno recupero dei livelli pre-pandemia, almeno segnali incoraggianti e favorevoli sullo stato dell'imprenditoria ravennate” ora “l'assurdo e deplorevole atto di guerra della Russia nei confronti dell'Ucraina potrebbe invece farci fare un balzo all'indietro, riportandoci al 2020, quello della piena pandemia”.
 
“Da un punto di vista economico, le esportazioni delle imprese ravennati verso la Russia e l'Ucraina potrebbero anche azzerarsi se il conflitto continuerà a lungo con una perdita di circa 80 milioni di euro per l'export e una perdita per il turismo quantificabile numericamente per la costa romagnola in circa 300 mila presenze e 400 milioni di fatturato.
Per la provincia di Ravenna si può ipotizzare una perdita secca di oltre 30 milioni di euro, compreso l'indotto.
Ma è la forte instabilità al rialzo dei prezzi dell'energia, già in atto da mesi, con incrementi di circa il 50% delle quotazioni del gas e dell'elettricità a dare il colpo di grazia alle imprese con un l'impatto sulla bolletta energetica di imprese e famiglie sempre più pesante e difficilmente sostenibile.”
 
Sempre secondo Mambelli “per le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione un aggravamento del conflitto, con l'eventuale interruzione delle forniture di gas dalla Russia, potrebbe comportare nel 2022 un incremento di oltre il 160% rispetto al 2021.
C'è quindi la necessità di interventi in grado di bilanciare adeguatamente l'impatto dei rincari in bolletta e di risolvere strutturalmente i nodi che attanagliano il nostro sistema energetico.
 
Bene i ristori decisi dalla Regione Emilia-Romagna che ha stanziato 30 milioni di euro a favore delle imprese per contenere l'impatto del costo delle materie prime e del caro energia che stanno complicando l'uscita dalla crisi generata dalla pandemia. Bene pure le misure adottate recentemente dal Governo, vanno nella giusta direzione, ma non sono ancora sufficienti.
 
Serve un piano d'azione più ampio e strutturale per contenere l'eccessiva dipendenza della provvista energetica del Paese dalle forniture estere, abbattere il peso degli oneri generali di sistema e agire per il riordino della fiscalità energetica: dalla riduzione dal 22% al 10% dell'IVA sui consumi elettrici delle imprese del terziario di mercato - allineandola così a quella attualmente prevista per gli altri settori produttivi e per le famiglie - all'esclusione degli oneri generali di sistema dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto ed alla riduzione delle accise”.





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