LA NUOVA VITA DELLE IMPRESE ALIMENTARI

 
27-05-2021
LA NUOVA VITA DELLE IMPRESE ALIMENTARI
Gli effetti negativi della pandemia si sono allargati a macchia d'olio su quasi tutte le realtà produttive del Paese. Il "quasi" riguarda un settore che nel corso del 2020 ha migliorato di oltre il 50% il proprio andamento economico rispetto al 2019 pur avendo registrato un significativo peggioramento dei prezzi praticati dai fornitori: stiamo parlando delle imprese alimentari.
 
Se da un lato si può spiegare questo andamento così positivo con il fatto che durante il lockdown praticamente solo il settore alimentare ha continuato a funzionare e a garantire un servizio essenziale, è importante sottolineare che il mondo del dettaglio alimentare ha saputo cogliere le “opportunità” di sviluppo anche in questo terribile periodo.
 
Quindi in questi mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio boom sul lato della digitalizzazione: secondo l'indagine di mercato dell'Osservatorio 2021 FIDA, sul ruolo della distribuzione alimentare nella crisi economica e sanitaria del Paese realizzata in collaborazione con Format Research, prima della pandemia solo il 13% delle imprese alimentari accettava prenotazioni della spesa tramite Social Network o Whatsapp, oggi sono il 31%. Prima della crisi, l'11% delle imprese offriva ai consumatori la possibilità di effettuare la spesa online sul sito dell'impresa o tramite posta elettronica, oggi il dato si è attestato sul 27%.
 
Il progressivo affermarsi della vendita online è stato direttamente proporzionale al cambiamento di comportamento di acquisto da parte dei consumatori. Quasi il 20% acquista prodotti alimentari online almeno una volta al mese, e lo fa principalmente perché in questo modo può fare la spesa a qualsiasi orario, nel 50% dei casi inoltre presso un negozio dove precedentemente non acquistava di persona.
 
Bocciato senza appello il cashback, dall'82,1% delle imprese del settore, principalmente a causa delle commissioni per le transazioni troppo elevate.
 
Altra bocciatura arriva per la lotteria degli scontrini solo il 3,2% delle imprese ha visto aumentare le visite da parte dei propri clienti abituali e solo l'1,2% delle imprese afferma di avere aumentato i propri ricavi grazie alla lotteria degli scontrini.
 
Commentando i dati dell'indagine, Donatella Prampolini, presidente Fida e vice presidente di Confcommercio, ha sottolineato un aspetto fondamentale: “Il dettaglio alimentare – ha detto Prampolini - ha dimostrato una capacità di adattamento alla pandemia ed alle conseguenti nuove richieste dei consumatori, encomiabile”. “Gli imprenditori – ha sottolineato la presidente Fida - hanno colto la necessità di nuovi servizi da parte dei clienti e sono stati capaci di colmare in poche settimane in gap infrastrutturale”. Poi Prampolini ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Per far crescere il sistema imprenditoriale – ha osservato - non servono le lotterie degli scontrini, ma semplificazioni nei processi di cambiamento”.





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