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ELEZIONI EUROPEE: OTTO SFIDE E SETTE POLITICHE PER L'EUROPA

 
10-05-2019
ELEZIONI EUROPEE: OTTO SFIDE E SETTE POLITICHE PER L
 Alla vigilia delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento Europeo in programma il prossimo 26 maggio, Confcommercio ha sintetizzato in un documento “Quale Europa vogliamo, per quale Europa lavoriamo” una serie di considerazioni sui maggiori temi in discussione, indicando alle forze politiche impegnate nella campagna elettorale alcuni obiettivi politici generali e di settore per una Unione europea più vicina a cittadini e imprese.
 
OTTO SFIDE POLITICHE GENERALI
  1. rendere più efficace e trasparente il processo decisionale europeo: voto a maggioranza qualificata per il Consiglio e competenza in materia di iniziativa legislativa al Parlamento;
  2. avere un dialogo sociale più forte con il coinvolgimento delle parti sociali: valorizzare il ruolo e i pareri del CESE e patto di collaborazione con le organizzazioni dei giovani imprenditori;
  3. governance multilivello e valorizzazione principio di sussidiarietà: valorizzare il modello di pluralismo distributivo e realizzare una revisione organica della direttiva servizi; equilibrio e proporzionalità nella difesa del consumatore europeo anche sotto il profilo delle specifiche responsabilità di produttori e distributori;
  4. le riforme per la crescita: investimenti strategici scomputati dal calcolo del parametro deficit/PIL; un fondo monetario europeo e l'avvio di processi di condivisione del debito; un bilancio per gli investimenti; il completamento dell'Unione bancaria con un comune schema di garanzia dei depositi;
  5. un rafforzamento delle politiche di coesione, che non inasprisca il meccanismo della condizionalità macroeconomica;
  6. maggiore accessibilità da parte delle PMI ai finanziamenti europei ricompresi nel piano INVESTEU 2021-2027 anche in riferimento ai programmi di finanziamento diretto; nuovi investimenti per il turismo e l'“Europa creativa”;
  7. promuovere l'internazionalizzazione delle PMI e l'etichettatura d'origine dei prodotti non alimentari;
  8. una politica strutturale per le sfide migratorie a partire dalla revisione del regolamento di Dublino.
 
SETTE POLITICHE TRASVERSALI
  1. per il futuro sociale dell'Europa: che si costruisce investendo in capitale umano ed in infrastrutture sociali per far crescere occupazione e competitività delle imprese.
  2. per il futuro digitale dell'Europa: che si costruisce promuovendo piattaforme europee, anche attraverso modelli di ricerca competitivamente aperti alle imprese più piccole, oltre che attraverso lo sviluppo delle reti a banda larga e la democrazia della trasparenza degli algoritmi di selezione ed elaborazione dei dati;
  3. per una dimensione europea della fiscalità: attraverso il contrasto della pianificazione fiscale aggressiva ed il ravvicinamento delle basi imponibili societarie, nonché con una web tax costruita attraverso la correlazione tra potestà impositiva e significativa presenza digitale ad integrazione del tradizionale concetto di stabile organizzazione;
  4. per un progetto europeo di rigenerazione delle città: con il coinvolgimento diretto delle città nelle politiche di coesione e con un regolamento FESR che destini, per il periodo 2021-2027, almeno il 10% delle dotazioni ad interventi per lo sviluppo urbano sostenibile, nonché con l'iniziativa europea URBAN quale strumento di cooperazione incentrato sull'innovazione e sullo sviluppo delle capacità attinenti alle priorità dell'Agenda urbana (green cities, smart cities e città accessibili; partenariati pubblico/privati e ruolo dell'impresa diffusa nella ricucitura dei tessuti urbani);
  5. per un'economia europea sostenibile e circolare: dando impulso alla riciclabilità dei prodotti ed alla qualità ecologica con l'obiettivo di innescare cicli circolari di produzione e consumo, supportati da governance partecipativa e da piattaforme digitali; “liberando” investimenti pubblici nel campo delle tecnologie per l'efficienza energetica secondo i principi “green deal” e “golden rule” che consentano di coniugare sostenibilità ed economicità della provvista energetica;
  6. per una strategia europea integrata dell'accessibilità: rafforzando l'impegno per la realizzazione delle reti TEN-T, anche nella loro dimensione euromediterranea, e con un approccio realmente europeo al progetto della “Nuova via della seta”, ma anche con una valutazione preventiva di politiche settoriali e scelte statali, per realizzare invece uno spazio unico europeo dei trasporti che contrasti concorrenza sleale e dumping e persegua sostenibilità;
  7. per una politica europea del credito: in cui la solidità del sistema bancario e finanziario non confligga, attraverso l'inasprimento dei requisiti patrimoniali delle aziende di credito, con il sostegno agli investimenti e all'innovazione, alle MPMI e alla crescita nel suo complesso, ma anche con una chiara regolazione bancaria e con lo sviluppo di strumenti di debito alternativi al credito bancario e di strumenti di capitale in grado di favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese.





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