La Corte di Cassazione ha chiarito che segnalare ai superiori le criticità riscontrate in materia di sicurezza sul lavoro da parte del preposto non esaurisce i suoi obblighi.
Nel caso di specie, a seguito di un infortunio sul lavoro rivelatosi mortale, dopo le opportune indagini era emerso che il datore di lavoro non aveva fornito specifici DPI, né gli strumenti di lavoro adeguati, oltre al fatto che il lavoratore era in possesso di documentazione sanitaria che lo riconosceva non idoneo alle lavorazioni che stava effettivamente svolgendo.
In relazione alla responsabilità del preposto, i Giudici hanno affermato che ad esso competono anche compiti di vigilanza sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale, e che l’obbligo di segnalazione ai superiori è stato rafforzato dalla Legge n. 215/2021 che attribuisce al preposto il potere di interrompere l’attività e di informare i superiori diretti in caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza. Tali modifiche si pongono in linea di continuità con l’interpretazione giurisprudenziale consolidata sul ruolo e le responsabilità del preposto.