La legge di conversione del D.L. 62/2026, cosiddetto decreto primo maggio, conferma che, in materia di trasparenza retributiva, per individuare la retribuzione adeguata in base all’art. 36 della Costituzione è necessario fare riferimento alla contrattazione collettiva stipulata dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quale strumento di garanzia di un salario minimo adeguato.
La norma chiarisce anche i criteri per l’individuazione del contratto il cui trattamento complessivo sarà assunto a parametro di adeguatezza della retribuzione e definisce anche cosa si debba intendere per trattamento economico complessivo al quale fare riferimento, ai fini dell’individuazione del “salario giusto”.